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Un territorio speciale dell’Unione Europea CARTOLINA DALLE CANARIE

Nella narrativa i viaggi verso le Canarie alla ricerca delle soluzioni alle proprie contraddizioni e alle complicazioni della vita, sono stati già stati descritti da Archibald Joseph Cronin nel 1933 nel romanzo “Gran Canaria”. Hierro, La Palma, La Gomera, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote, sono le sette isole maggiori, che assieme coprono circa 7500 kmq, facenti parte dell’arcipelago vulcanico delle Canarie. Quando le agenzie di viaggio propongono il soggiorno presso una di queste isole la parola chiave di promozione è “365 giorni di primavera”. Con temperature costanti ed una media annua di 21ºC, il clima è mite e primaverile tutto l’anno, anche se a volte le cime sono imbiancate dalla neve. Anche la luce la fa da padrona: noi che arriviamo da inverni bui notiamo immediatamente una luminosità copiosa, sulle isole splendono 3000 ore di sole tutto l’anno, facendone la zona europea con la maggior quantità di ore di luce. La collocazione naturalistica di queste isole è l’ecoregione della Macaronesia, individuata così nelle schede dei SIC-Siti d’Importanza Comunitaria ambientale dell’Unione Europea.

A Gran Canaria e in tutte le isole sono presenti degli spettacolari paesaggi di origine vulcanica e delle belle spiagge, anche se un po’ aggredite dalla cementificazione diffusa. Visitando la zona turistica di Maspalomas in Gran Canaria, si trova una spiaggia con una serie di dune di sabbia, la Dunas de Maspalomas, tutelata da un vincolo naturalistico. Le dune di “arena” di Maspalomas offrono la sensazione di trovarsi nel deserto, ma in riva al mare, su una spiaggia che si estende per chilometri lungo la costa Sud dell’isola, lungo la quale si incontrano dei punti informativi naturalistici, con la descrizione della vegetazione pioniera. Il sistema dunale di Maspalomas e Playa del Inglés, nel Sud di Gran Canaria, è contornato da un corso l’acqua che sfocia a mare e da una ricca presenza di alberghi e appartamenti, essendo una tra le località più visitate in Europa. A svettare a Ovest nell’area dunale con i suoi 55 metri d’altezza è il vecchio Faro, uno degli elementi storici presenti, il cui progetto ebbe inizio nel 1861 e si concluse il 1° febbraio 1890, dopo 28 anni. Al momento è disabitato ed è bello pensare che quella luce splende da più di 120 anni ed ha contribuito a guidare battelli a vapore sulle rotte tra l’Europa, l’Africa e le Americhe.

Queste isole, dove gli antichi collocavano il giardino dei Beati ed Ercole varcò le colonne e rubò le mele d’oro, subirono nel corso degli anni diverse invasioni da parte di popoli europei. Pare che i primi visitatori fossero già i fenici e i romani, ma si hanno le prime testimonianze certe delle invasioni all’inizio del XI Secolo, all’arrivo di esploratori e navigatori europei, tra cui nei secoli successivi anche Cristoforo Colombo, diretto in America. Le invasioni si concludono nel 1496 con la conquista delle Isole Canarie da parte della Corona di Castiglia, determinando la fine della forma di vita aborigena presente: i Guanches, abitanti autoctoni dediti all’agricoltura, all’allevamento e che non conoscevano la navigazione, etnicamente differenti da isola a isola, vissero pacificamente in case costruite con pietre squadrate e legno, e imbiancate all’interno.

Il rilievo rivestito da questo arcipelago nel corso degli anni è legato alla produzione e la commercializzazione di diversi prodotti locali, che mutarono con il passare dei secoli (canna da zucchero, vino banane, pomodori, patate ecc.) ed attorno ai porti canari, scali obbligatori per le imbarcazioni che volevano proseguire verso l’Africa, l’Asia e l’America.

Oggi l’economia dipende dall’esterno e questa dipendenza inizia dalla seconda metà del XIX Secolo. Con il 1960, come da noi, comincia un intenso processo di urbanizzazione a scapito dell’ambiente rurale, che si spopola gradualmente; il processo aumenta d’intensità per via dello sviluppo del turismo, trasformando l’arcipelago in una grande portaerei per turisti nell’Atlantico. La stessa Playa de Inglès, la zona turistica più famosa dell’isola, fu costruita intorno agli anni sessanta per andare incontro alla richiesta turistica. Tuttavia l’attrattività del luogo si basa sulla valorizzazione dell’area di pregio ambientale: la Riserva naturale della Duna di Maspalomas. Questa è composta da tre ecosistemi: palme, stagno e dune.

All’interno della riserva si trova la Charca de Maspalomas, un’oasi protetta di alto valore ecologico, data la presenza di numerose specie ornitologiche protette da normative europee, nazionali e regionali. La vasta area dunale a spiaggia è polare rispetto all’intero centro turistico ed ha anche delle porzioni dedicate ai naturisti, molto frequentate dagli escursionisti e dai surfisti, che si mescolano liberamente con la comunità gay, che si inserisce anch’essa nel contesto della vita locale. Al contrario a Lignano Sabbiadoro ha destato molto scalpore la proposta di dedicare una parte di spiaggia esclusivamente ai gay, con il rischio di dar luogo ad una sorta di auto-ghettizzazione.

Mentre a Las Palomas l’area naturalistica è il fulcro attorno al quale si valorizza l’offerta turistica, nella nostra Provincia il caso del comune di Grado è emblematico, con le associazioni ambientaliste che dal 2009 chiedono la tutela a Comune e Regione dell’ultima duna sabbiosa presente, con l’istituzione di un biotopo, mentre le stesse Amministrazioni si sono espresse favorevolmente all’edificazione di alcuni grandi progetti che andrebbero a cementificare una vasta area umida a canneto.

Progetti che sono visti come occasione di lavoro e di rilancio dell’offerta turistica, ma ripropongono modelli economici da anni ‘60 incentrati sul consumo del suolo. Un complesso di circa 7000 posti letto a fronte degli 8000 residenti gradesi attuali, quasi un’altra Grado, ma con infrastrutture che rimangono in gran parte quelle di prima. Si pensi solo alle molte polemiche sollevate attorno al sistema fognario e il funzionamento del depuratore o al fatto che l’intera frazione di Fossalon sia ancora priva di rete fognaria. Quali impatti avrebbero i nuovi insediamenti previsti dai progetti Grado 3 e Zamparini city, che porterebbero ad un grande aumento di abitanti nei mesi estivi (evidentemente i più critici), sulla capacità del depuratore? La relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (European bathing water quality 2013), in una valutazione di 22.000 zone balneari nell’Unione europea, esclude l’Italia dai paesi virtuosi. Senza parlare della continua necessità di ripascimento della spiaggia di Grado, oggetto di tante polemiche quest’anno per i timori di inquinamento da mercurio, poi rientrati grazie a nuove analisi dell’ARPA FVG.

A spingere sul cemento come soluzione per lo sviluppo di Grado è anche Giuseppe Bono, che intervenendo sulle pagine dei quotidiani locali come presidente di Confindustria Fvg si è espresso a favore del progetto denominato “Grado 3”, che prevede un piano di investimento pari a 327 milioni di euro: «Si tratta di un progetto ambizioso, che prevede di valorizzare un’area oggi abbandonata a se stessa… ».

Il mio viaggio alle Isole Canarie è avvenuto nel periodo di Carnevale, momento in cui i festeggiamenti riempiono le vie di colori, di musica e balli con migliaia di maschere accompagnate da gruppi musicali e artisti di strada. E facendo il giro di Gran Canaria è possibile vedere i magnifici paesaggi interni, dai paesini con i mulini a vento, alle montagne e le cascate lungo le pareti rocciose, fino ad arrivare alla sommità dei vulcani, ormai spenti, dove sono presenti degli Osservatori astronomici.

Sulle coste del Nord soffiano i forti venti atlantici, che arrivano fino alla capitale di Las Palmas, dove rivolto a Nord domina su un vialone di palme (Careta del Rincon) l’Auditorio Alfredo Kraus. Nella costruzione, progettata da Oscar Tusquets, spicca la Sala Sinfonica, la più spettacolare dell’edificio, con l’enorme finestrone di 100 mq situato dietro al palco e affacciato sull’Oceano Atlantico, splendido sfondo mentre si assiste ad un concerto. Sopra l’Auditorio Alfredo Kraus è presente una lanterna illuminata che richiama la forma di quella dei fari. La riqualificazione dell’area dell’auditorio innesca un processo di rigenerazione urbana che valorizza a sua volta anche la Baja Núñez, spiaggia a Nord su cui si affacciano le vecchie abitazioni della città.

Il gruppo di isole spagnole fa parte degli stati periferici al di fuori dell’area dell’Unione europea, in cui si applica il diritto comunitario ad IVA ridotta. Visto che le Canarie sono un paradiso terrestre ed anche fiscale, ultimamente si sente parlare spesso di italiani che emigrano per le maggiori offerte di lavoro rispetto al nostro Paese.

Una coppia sul web racconta come si vive in queste isole a statuto speciale, dove la benzina costa 1 euro, l’IVA ha una percentuale di prelievo che va dal 4% al 13,5% e grazie al bellissimo clima, il riscaldamento non costituisce una spesa. Nelle isole al largo del Marocco, ma spagnole, la pressione fiscale è sotto il 20%.

Inoltre, poiché è primavera tutto l’anno e ci sono una marea di turisti assetati di belle spiagge, ogni settimana si riempiono i voli Ryanair offrendo opportunità di lavoro. La coppia racconta che purtroppo una buona percentuale degli italiani che vivono alle Canarie, non l’hanno fatto per scelta ma vi sono stati spinti dai debiti accumulati o dalla necessità di far perdere le proprie tracce dopo l’ennesima truffa commessa e spesso non perdono il vizio, esportando anche in questo paradiso le vecchie e cattive abitudini, mettendoci in cattiva luce agli occhi degli spagnoli.

Che sia un paradiso per i pensionati italiani, emerge dai dati ISTAT del 2011, attualmente pare siano quasi 400mila i nostri connazionali in quiescenza che, negli ultimi anni, hanno abbandonato l’Italia per ricominciare una vita nuova e di cui il 77% percepisce meno di 1.000 euro al mese, riuscendo a condurre una vita dignitosa. Come spiega bene un articolo del sole 24 Ore, i pensionati italiani che risiedono nell’arcipelago ricevono lorda la pensione italiana - contributiva (non complementare o integrativa) - non decurtata delle imposte regionali, comunali (con esclusione di eventuale Imu) e IRPEF.

 

Posebno območje Evropske Unije RAZGLEDNICA IZ KANARSKIH OTOKOV

V pripovedništvu je potovanja na Kanarske otoke, iščoč rešitev za lastna protislovja in zaplete v življenju, že opisal Archibald Joseph Cronin leta 1933 v romanu »Gran Canaria«. Hierro, La Palma, La Gomera, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura in Lanzarote so največji otoki, ki so skupaj veliki 7500 kvadratnih kilometrov in so del Kanarskega otočja ognjeniškega izvora. Ko turistične agencije ponujajo potovanja na enega izmed teh otokov, je njihov najljubši moto »365 pomladnih dni«. Konstantna temperatura na otokih je približno 21 stopinj celzija, zato je podnebje blago in spomladansko celo leto, čeprav se včasih najvišji vrhovi odenejo v snežno odejo.

Lepoto otokov pa zaznamuje še en dejavnik: obiskovalci, ki prihajajo iz dežel, kjer so zime temne, takoj opazijo obilo svetlobe, saj na otoke sije sonce kar 3000 ur na leto. Otoki so del ekoregije Makronezije in so tako navedeni v arhivih SPO-za Skupnost pomembna področja Evropske unije. Otok Gran Canaria, kot vsi ostali otoki, je posejan z veličastnimi pokrajinami ognjeniškega izvora in čudovitimi plažami, ki jih ogrožajo preobsežne gradnje. Na turističnem območju Maspalomas na otoku Gran Canaria leži zaščitena plaža Dunas de Maspalomas, na kateri se vrsta sipin razpotega kilometre v daljavo in daje obiskovalcu občutek, da se nahaja sredi puščave in hkrati ob morju. Med sprehodom po plaži so postavljene info točke, ki sprehajalcem predstavijo in opišejo otočno rastlinstvo. Vrsto peščin na plaži Maspalomas in Playa del Inglés na južnem delu otoka obdaja vodni tok, ki se izliva v morje ter veliko število hotelov in stanovanj, saj je ta ena izmed najbolj obiskanih evropskih destinacij. Na zahodnem delu sipinastega področja stoji 55 metrov visok svetilnik, ki so ga načrtovali že leta 1861, zaključili pa 1. februarja 1890, 28 let kasneje. Trenutno je svetilnik zapuščen, vendar je prijetno pomisliti na to, da je sto dvajset let osvetljeval pot parnikom na vožnjah med Evropo, Afriko in Ameriko.

Ti otoki so v antični mitoligiji gostili Rajski vrt in Herkulov podvig, krajo zlatih jabolk, tekom zgodovine pa so doživeli udore različnih evropskih ljudstev. Prvi obiskovalci naj bi bili že Feničani in Rimljani, prvi dokumentirani vdori pa so segajo na začetek XI. stoletja, ko so v te kraje pripluli evropski raziskovalci, med katerimi je kasneje bil tudi Krištof Kolumb na poti v Ameriko. Vdori so ponehali leta 1496, ko je Kanarske otoke zavzela kraljevina Kastilja in Leon in zatrla način staroselskega življenja: domorodni prebivalci Guanches, ki so se preživljali s poljedeljstvom, živinorejo, niso poznali plovbe in so bili od otoka do otoka med seboj različni, so miroljubno živeli v hišah iz kamenja in lesa.

Otočje je bilo tekom let pomembno predvsem zaradi trgovanja z različnimi tipičnimi izdelki, ki so se iz stoletja z v stoletje spreminjali (recimo sladkorni trs, vino, banane, paradižnik, krompir, itd.) in pristanišč, ki so bila obvezen postanek na poteh v Afriko, Azijo in Ameriko.

Od druge polovice XIX. stoletja dalje je gospodarstvo na otokih postalo odvisno predvsem od zunanjih dejavnikov: v šestdesetih letih prejšnjega stoletja se je, kot pri nas, začel proces urbanizacije in gradnje, ki zelo škoduje podeželjskemu okolju; proces uničevanja podeželja je še hitrejši zaradi turizma, saj le ta spreminja otoke v veliko letalonosilko za turiste iz Atlantika.

Plažo Playa de Inglès, najznamenitejše turistično območje na otoku, so zgradili v šestdesetih letih zato, da bi zadovoljili turistično povpraševanje. Vendar je največja zanimivost tega območja vrednotenje naravnega bogastva: naravni rezervat sipin v Maspalomas, ki ga sestavljalo tri ekosistemi, palme, sipine in mokrišča. V notranjosti rezervata stoji Charca de Maspalomas, zaščitena oaza z veliko ekološko vrednostjo, saj v njej prebivajo različne vrste ptic, ki jih ščitijo evropski, državni in deželni predpisi. Na veliki sipinasti plaži severno od turističnega jedra, so predeli namenjeni naturistom, obiskujejo jih tudi pohodniki in surferji, v tamkajšnje lokalno življenje pa se dobro vkljčuje tudi gejevska skupnost. Prav nasprotno je v italijanskem Lignano Sabbiadoro dvignil veliko prahu predlog, da bi del plaže namenili gejevski skupnosti in na ta način začeli izvajati neke vrste samoizključitev.

Medtem ko je v Las Palomas valorizacija naravnih bogastev bistvo okoli katerega se vrti turistična ponudba, je pri nas drugače. V Gradežu okoljevarstvene organizacije že od leta 2009 prosijo občino in deželo, da bi zaščitila zadnjo obstoječo duno medtem, ko sta upravi naklonjeni izvedbi nekaterih velikih projektov, zaradi katerih bi bilo potrebno pozidati večje območje, kjer se najahajo mokrišča in trstje. Te projekte vidijo kot priložnost za ustanovo novih delovnih mest in način za poživitev turizma, vendar bi pri izgradnji uporabili gospodarske modele iz šestedestih let prejšnjega stoletja, ki temeljijo na zlorabi in izgubi površin. Zgradba naj bi imela 7000 ležišč, skoraj toliko kot prebivalcev Gradeža, ki jih je 8000, infrastukture pa naj bi večinoma ostale nespremenjene. Zamislimo se lahko nad mnogimi diskusijami glede sistema kanalizacije in čistilne naprave ali glede dejsta, da celo področje okoli Fossalona še nima urejenega sistema ravnanja z odplakami. Kako bi v kritičnih poletnih mesecih nove zgradbe, ki jih predvidevata projekta Grado 3 in Zamparini city in posledično povečano število prebivalcev, vplivali na delovanje čistilne naprave? Letno poročilo o kakovosti kopalnih voda, ki ga je objavila Evropska agencija za okolje (European bathing water quality 2013) je po analizi 22.000 tisoč evropskih kopališč ugotovila, da italijanske vode ne spadajo med pozitivno ocenjene. Da ne govorimo o potrebi po nenehnem nasipavanju peska na gradeški plaži, glavni temi mnogih razprav zaradi nevarnosti zastrupitve z merkurom, ki so jih pomirile nove analize Agencije za okolje (ARPA) FJK. Podpornik nove gradnje za razvoj Gradeža je tudi Giuseppe Bono, ki v vlogi predsednika Confindustrie FJK objavlja prispevke v lokalnih časopisih. V njih izraža svojo podporo projektu Grado 3, v katerega bi bilo potrebno investirati 327 milionov evrov: »Gre za ambiciozen projekt, ki bi ovrednotil danes pozabljeno in zapuščeno področje...«.Sama sem na Kanarske otoke potovala v pustnem obdobju, ko so bile ulice polne barv, glasbe in plesa, maškare pa so praznovale ob spremljavi različnih skupin in uličnih umetnikov.

Če se odpravimo na raziskovanje otoka Gran Canaria lahko odkrijemo čudovite pokrajine, od malih vasi z mlini na veter do goratih predelov s slapovi in vrhov nedelujočih vulkanov, kjer stojijo astronomski observatoriji. Na severnih obalah piha močan atlantski veter, ki prodre do glavnega mesta Las Palmas, v katerem kraljuje avditorij Afredo Kraus, s pogledom obrnjenim proti severu na drevored iz palm. V stavbi, ki jo je načrtoval Oscar Tusquets, posebno izstopa veličastna Simfonična dvorana z 100 kvadratnih metrov velikim oknom za odrom, ki se ozira na Atlantski ocean. Nad avditorijem Alfredo Kraus visi lanterna, ki spominja na obliko svetilnikov. Preureditev področja okoli avditorija je začela proces obnove mesta, ki prikazuje v novi luči tudi Bajo Núñez, plažo na severnem delu otoka na katero se obračajo stare mestne stavbe.

Skupina španskih otokov je del obrobnih držav, ki so izven območja Evropske unije in kjer se uveljavlja evropska zakonodaja z znižanim DDVjem. Kanarski otoki veljajo za pravi raj na zemlji tudi kar se tiče plačevanja davkov, zato se vse več italijanskih državljanov pri iskanju zaposlitve odloča za selitev v te kraje.

Na spletu najdemo pričevanje para, ki opisuje življenje na otokih, kjer je cena bencina en evro, kjer se DDV zaračunava od 4% do 13,5% vrednosti in kjer je zaradi prijetnega podnebja ogrevanje nepotrebno. Na španskih otokih ob Maroku je davčni pritisk nižji od 20%. Poleg tega zaradi lepega vremena turistična sezona traja celo leto in nudi mnogo možnosti za zaposlitev.

Avtorja zapisa pa na žalost navajata, da se je mnogo italijanskih državljanov moralo preseliti na Kanarske otoke zaradi dolgov ali nepoštenih poslov, svoje slabe navade pa so pogosto prinesli s seboj in s tem začeli širiti negativno mnenje o Italijanih med španskimi prebivalci.

To, da so Kanarski otoki pravi raj za upokojence dokazujejo tudi podatki ISTAT iz leta 2011. Ti beležijo kar 400 tisoč naših preseljenih sonarodnjakov, katerih se 77% dostojno preživlja z manj kot 1000 evri na mesec. Članek iz publikacije Il sole 24 ore navaja, da italijanski upokojenci, ki živijo na Kanarskih otokih, dobivajo italijansko bruto pokojnino, ki jo ne kratijo deželni in občinski davki (razen morebitnega davka IMU) ter občinski dodatni davek na dohodek IRPEF.