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Presentazione “Le cartoline” presso il bar Carducci Monfalcone

Si è svolta in data 29 agosto us la presentazione della mostra “Le cartoline di Paola Barban” presso la sala del bar Carducci. Ha introdotto la mostra Dario Stasi, direttore della rivista Isonzo-Soča, ricordando gli articoli che Paola pubblica sul giornale: va in giro per l'Europa e per il mondo mettendo in evidenza alcuni aspetti politici e sociali, facendo poi dei confronti con Gorizia, l’Isontino e l’Italia. Il viaggio a Nicosia, città divisa tra la parte greca e quella turca, in cui il confine attraversa la città anche se oggi è meno presente ed è sempre più semplice il passaggio, come negli anni è diventato sempre meno presente il confine anche a Gorizia. Questo è stato l’articolo con cui Paola ha iniziato la collaborazione con Isonzo-Soča. Altri articoli sul tema del confine sono comparsi nei numeri successivi e non poteva mancare Berlino, dato che Gorizia è conosciuta come la piccola Berlino. Poi Strasburgo, altra città in cui nel corso della storia si sono visti numerosi scontri tra Francia e Germania per la definizione della linea di confine e dov’è presente la storia del Novecento ed oggi ospita la sede del parlamento europeo. Poi altre città hanno visto la loro “cartolina”, come Friburgo, Ginevra e poi anche le isole Canarie, che sono un pezzo di Atlantico e di deserto del Sahara ma che fanno parte dell' Unione Europea e della Spagna. Molto interessante anche Cuba con un rimando al tema della guerra fredda. 

Le considerazioni critiche sui lavori esposti nella mostra sono state a curate del redattore culturale della rivista, Luciano de Gironcoli, affermato pittore ma anche critico d'arte, che in ogni numero di Isonzo-Soča cura una sua rubrica, mettendo a fuoco i problemi della cultura e dell’arte sia in Italia e sia nel nostro territorio.

De Gironcoli richiama l'emozione della prima mostra da parte dell’artista e della tensione che deve essere rispettata e che si cerca di far scemare.

De Gironcoli non definisce nemmeno le opere esposte come acquarelli, perché in realtà gli acquarelli sono un' altra cosa. Ovvero questi sono sì acquerelli, ma risulta interessante la tecnica usata che è quella delle illustrazioni, che in Italia si vedono poco perché per parlare di illustrazioni storiche italiane bisogna risalire al periodo fascista. Poi con la fine della guerra spesso molti artisti e molti modi di fare architettura, design, arte sono scomparsi, perché bisognava giustamente ricostruire un nuovo modo di pensare e una nuova organizzazione dello Stato centrale. Nel dopoguerra la rivista storica “L'illustrazione italiana” è durata alcuni anni con la fotografia e poi fallita. L’illustrazione invece è molto diffusa in America, in Inghilterra, in Germania, in Francia e in tutti gli stati anglosassoni e no, dove l' illustrazione è addirittura giornalismo. È l’esempio dell’America, dove in certi Stati i processi devono essere riprodotti solo da disegni e non da fotografie, perché la normativa sulla privacy fa un’eccezione su questo tipo di presenza. Se guardate le opere esposte vi accorgerete che ci sono dei particolari, che con pochi tratti e qualche schizzo di colore danno un’idea del luogo.

Il grande tema per chi fa le illustrazioni è la capacità di sintetizzare con pochi colori e con pochi tratti quello che lui sta vedendo e vuole trasmettere agli altri. Ed è un discorso difficile perché non tutti i pittori sono capaci di fare questo lavoro di rappresentare con le illustrazioni.

Anche De Gironcoli ha provato un paio di volte ma ha confessato che in certi casi non è stato molto soddisfatto del prodotto che ne è uscito. Tuttavia quando l'attenzione nella partecipazione è più forte allora si riesce a cogliere l’attimo. Questa attività è come il mestiere di giornalista, perché bisogna essere sempre sul pezzo, come per i vignettisti lavorare ogni giorno su una vignetta! Quindi De Gironcoli afferma di essere colpito da questa selezione di lavori, in particolare riferendosi a quello dedicato ai morti della prima guerra, trova una certa poesia, c’è la delicatezza ed ha un messaggio preciso. Storicamente nel goriziano abbiamo avuto un grande illustratore, più conosciuto come pittore, Gino De Finetti, che ha lavorato in Germania sulle più grandi riviste di satira politica e di design negli anni ‘20 – ’30. E quindi si può dire che questo lavoro è molto vicino e parallelo a quello del giornalista, perché è un raccontare con immagini, e la redattrice di Isonzo-Soca c'è riuscita in pieno e spera che questo lavoro continui e che riesca ad esplorare è comunicare questi suoi messaggi, con questa freschezza come è possibile vedere appesi alla parete.

Hanno portato il loro saluto all’inaugurazione anche l’Assessore alla Cultura Paola Benes, il Direttore della rivista satirica il Serpente Sergio Marini e il Consigliere provinciale Fabio Delbello.

Infine, il Direttore Dario Stasi, ha concluso la serata, ricordando la Cartolina su Monfalcone pubblicata sull’ultimo numero 107 di Isonzo-Soča quale elemento trainante della mostra.

Predstavitev akvareli "razglednice" na bar Carducci Tržiču

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