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Presentazione n. 111 a Monfalcone su tema centrale elettrica 4 schieramenti a confronto

Grazie all'Associazione Ambientalista Eugenio Rosmann (l'ex-Wwf Isontino) si è svolta sabato 1 ottobre presso la sede della Associazione la presentazione del n. 111 della rivista Isonzo-Soča, che dedica un articolo alla centrale elettrica di Monfalcone, a firma di Paola Barban. E' stata l'occasione per invitare gli schieramenti che affronteranno le prossime elezioni comunali ad un confronto sul futuro della centrale A2A, sfida accolta dalla candidata del Centrodestra dott.ssa Anna Cisint e – assente giustificato il Sindaco per motivi di salute – l'ing.Emiliano Sandrin, candidato nello schieramento di Centrosinistra. In rappresentanza dei cittadini era presente anche il presidente dell'Associazione-Comitato Rione Enel Adriano Bernardel. Paola Barban ha ricordato un episodio del novembre del 2013, quando l'attore Marco Paolini, al Teatro di Monfalcone per un suo spettacolo, si è trattenuto con i cittadini che protestavano per la sponsorizzazione della società A2A alla stagione teatrale. Paolini - prima di salire sul palcoscenico - disse che «Come in tutte le lotte sociali e civili, le amministrazioni giocheranno allo sfinimento, perché è logico che dopo un po’ la gente si stanca. Voi dovete essere fermi nei vostri propositi, nel vostro senso civico, con la speranza che Monfalcone non diventi un ennesimo problema italiano». Il confronto tra Cisint e Sandrin è stato estremamente articolato, con la candidata di centrodestra che ha ricordato di essere ricorsa alla Procura di Gorizia chiedendo un'indagine che provi il nesso causale tra inquinamento e diffusione dei tumori, sulla base di quanto avvenuto a Vado Ligure. Tra le azioni che Cisint intende intraprendere il rilevamento della radioattività nell'aria e nell'acqua conseguente alla combustione del carbone, anche in base a una direttiva europea non ancora esecutiva nel nostro paese. Inoltre propone un confronto sui dati sanitari tra la nostra zona e altre aree non inquinate, la verifica dello stato di manutenzione dell'ormai vetusto impianto e la compatibilità con le migliori tecnologie disponibili (BAT) richieste dall'Europa. Tutto ciò con l'obiettivo di ottenere la revisione dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), che attualmente permette l'utilizzo del carbone fino al 2025. E' stata contestata la previsione di realizzare un monitoraggio sulle urine di 50 cittadini, considerando il campione decisamente poco significativo statisticamente, anche considerato il costo dello studio. Altrettanto precisa la replica dell'ing.Sandrin in rappresentanza dello schieramento a sostegno del Sindaco Altran, che ha seguito in prima persona fasi di rinnovo dell'AIA. Ha ricordato l'autorizzazione del 2006, prima in Italia e il protocollo del 2004, rispettato dalla società con dei ritardi dovuti proprio all'opposizione dell'Amministrazione locale alla previsione di una conversione a tutto carbone. Tra i risultati ottenuti dall'Amministrazione uscente il desolforizzatore e il denitrificatore, che hanno drasticamente ridotto gli ossidi di zolfo e azoto, e la chiusura dei gruppi ad olio combustibile pesante. Sandrin ha invitato a considerare il problema della centrale in un contesto più ampio, che consideri il fabbisogno energetico e la praticabilità delle alternative: un parco solare porterebbe pochi MW e il gas attualmente ha costi troppo alti, da qui la mancata conversione a gas di Monfalcone e il sottoutilizzo della centrale di Torviscosa. La conversione della centrale sarà necessariamente graduale e non si possono escludere le biomasse. Il presidente del Rione ENEL sig. Bernardel ha ricordato come “la centrale sia rimasta ferma per molti mesi eppure il suo frigorifero ha continuato a funzionare;” oltre a chiedere la chiusura definitiva della centrale, ha posto l'attenzione su altri problemi del rione, in particolare il traffico (che fine ha fatto la proposta di liberalizzare l'autostrada per evitare il traffico di attraversamento del Monfalconese?) e in particolare il trasporto su camion delle bramme, che danneggiano le strade. In conclusione – oltre ad alcuni cittadini - è intervenuto l'arch.Gualtiero Pin, candidato del Movimento 5 Stelle, che ha ricordato la sua singolare “espulsione” dalla Giunta uscente. Ha citato la petizione popolare che un paio d'anni fa chiedeva la liberalizzazione dell'autostrada, rimasta lettera morta mentre subito dopo iniziavano a spuntare le rotonde verso Grado e poi all'ingresso di Monfalcone, con appalti costosi per la collettività. Il sito della centrale occupa 200.000 metri quadri, è un'area molto appetibile, come anche il completamento dell'area industriale di Schiavetti e quella che avrebbe dovuto ospitare il rigassificatore. La scelta secondo Pin è tra una deriva affarista “grettamente industriale” oppure la chiusura di questa fase, che non può più prevedere una centrale elettrica, i cui lavoratori vanno convertiti. Un nuovo impianto ne occuperebbe pochi ma continuerebbe a lasciare un forte impatto ambientale sul territorio. Basti pensare ai 71 casi di mesotelioma tra i lavoratori della centrale. Riguardo alla non conoscenza del rinnovo dell'AIA da parte degli Amministratori locali Pin l'ha definita senza mezzi termini “una menzogna”.

Predstavitev št. 111 problem elektrarne Tržiča. Razprava štirih kandidatov

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